Troppo piccino per il teatro? Non credo proprio
C’è un istante preciso in cui il mondo smette di essere un rumore di fondo e diventa una promessa. Accade quando le luci si abbassano, non per fare buio, ma per fare spazio allo stupore.
Marco è lì, un piccolo grumo di vita di appena 12 mesi, seduto con altri piccolo come lui. Ha gli occhi bruni spalancati, la sua maglietta rossa piena di energia: è in attesa, si guarda attorno, ma poi il sipario si apre e la magia trabocca. Perché per lui non esiste la finzione, non c’è il “teatro” come lo intendiamo noi grandi, stanchi di troppe spiegazioni. Per lui, quel pezzo di legno che si muove è vivo, è proprio un albero del bosco e quei frutti sono dolci, quegli uccellini cinguettano dentro la stanza. Non è solo vedere; è sentire con gli occhi; è emozionarsi col cuore. Il respiro si sospende: la bocca rimane socchiusa, una piccola “O” di meraviglia pura. Le mani si tendono: dita paffute cercano di afferrare i granelli di polvere illuminati, come se fossero lucciole scappate dalla scena. Il corpo vibra: ogni suono rimbalza sulla sua pelle, facendolo sussultare di una gioia elettrica.
Vedere Marco guardare lo spettacolo è, per noi, lo spettacolo vero. C’è qualcosa di sacro nel veder nascere il senso del bello in un’anima che ha camminato sulla terra per soli 365 giorni. Non c’è giudizio, non c’è critica; c’è solo una totale, assoluta resa all’incanto.
In quella breve ora sospesa, il bimbo impara che la realtà può essere più grande di ciò che si tocca, che la fantasia ha un peso e un colore, e che il buio non fa paura se serve a far brillare i sogni. Quando lo spettacolo finisce e le luci tornano al “prima”, Marco sbatte le palpebre, un po’ stordito; si sistema la maglietta preferita, rossa appunto, con l’immagine di un cagnolino sopra. Si volta a cercarti, con un sorriso che sa di segreto condiviso. In quel momento capisci che non hai portato un bambino a teatro: hai portato il teatro dentro un bambino. E da lì, non uscirà mai più.
Portare il teatro dentro ai più piccoli, per non farlo uscire mai più, è quello che ha realizzato Arona Città Teatro, con lo spettacolo “Una storia nel bosco” portato all’asilo nido della città. Un gesto piccolo, per i piccoli. Un gesto grande, per i grandi di domani.