Teatro sull’acqua

Scorre il tempo

Informazioni

Da mercoledì 02.09 a domenica 06.09 | h 21.00

Durata: 50 min

Lagoscenico | Piazza Del Popolo

Ticket: 25€ - 20€ - 15€ - 10

Sull’acqua si staglia una porta. Una soglia fragile e mobile, una macchina del tempo. Tre figure femminili vestite di rosso la attraversano, una dopo l’altra: la bambina del passato, la giovane donna
 del presente, la signora anziana del futuro. La bambina semina ovunque piccole fiamme: nascere, giocare, scoprire. La donna adulta raccoglie i suoi momenti più ardenti: amore, passione, forza. L’anziana colleziona ricordi bruciati: memoria, perdita, trasformazione. Il tempo è fiamma e racconta i passaggi dell’esistenza. Sulla pagina nera della notte compaiono scheletri fiammeggianti, fiori ardenti, bagliori galleggianti, fiamme liquide, stelle cadenti. Ombrelli di fuoco ruotano come ingranaggi di un grande orologio acceso. Tra riflessi e spruzzi il fuoco si moltiplica e si dissolve, mentre l’acqua lo accoglie e lo trasporta. “Scorre il Tempo” è un viaggio visivo e poetico in cui il fuoco incontra l’acqua, il teatro incontra il circo e la meraviglia si illumina a festa.

Note di regia di Pietro Chiarenza

Scorre il Tempo si svolge in un luogo di fantasia: una specie di fabbrica del tempo sospesa sull’acqua, da qualche parte in mezzo a un lago. L’idea è che il tempo, in questo posto, non passi semplicemente, ma venga coltivato, come piante e fiori, raccolto e rimesso in circolo. Questa idea nasce anche da una mia suggestione vagamente legata a Momo di Michael Ende, e da quel modo di rendere il tempo qualcosa di concreto, quasi materiale. All’interno di questo spazio c’è un portale, una sorta di macchina del tempo. Ci sono tre figure femminili che lo attraversano, una dopo l’altra. Sono tre persone diverse, ma in realtà sono la stessa persona: una bambina, una donna e un’anziana. Per me rappresentano il passato, il presente e il futuro. Ogni attraversamento attiva delle immagini. Possono essere ricordi oppure possibilità: immagini che non si sono ancora realizzate. Non racconto una storia lineare: mi interessa lavorare per frammenti, per apparizioni, per momenti legati alle diverse fasi della vita.  Accanto a questi momenti specifici, ci sono anche delle parti più quotidiane, legate alla vita nella fabbrica del tempo. In questo spettacolo il tempo è rappresentato dal fuoco. Ogni immagine ha come denominatore comune la fiamma. La fiamma è gioco, è amore, è perdita, è festa. Può diventare un giardino fiorito, una figura danzante, una figura mitologica. Ogni scena nasce da qui: dall’idea di trasformare un’emozione in un’immagine utilizzando oggetti – sculture di fuoco. La fiamma viene presentata come la linfa vitale del tempo. La notte diventa il foglio su cui disegnare con una matita di fiamma: geometrie ardenti, scritte, animali, architetture leggere. Il fuoco viene lanciato, scivola, si rompe in lapilli, ruota. È una materia viva, dinamica. Scorre il tempo è un momento drammaturgico poetico, ma anche molto gioioso, festivo. Il fuoco entra in relazione con tutte le altre discipline presenti nello spettacolo: teatro fisico, teatro di figura, teatro d’oggetto, danza, circo e anche la parola. Tutti questi linguaggi convivono e trovano un punto di incontro nella presenza del fuoco. A tutto questo si aggiunge un elemento fondamentale: l’acqua. Tutto lo spettacolo viene pensato e costruito sull’acqua, su di un palcoscenico liquido.
Non è solo un contesto, ma uno spazio drammaturgico vero e proprio. Personalmente è la prima volta che mi avvicino all’acqua in un modo così specifico. In passato ho lavorato in prossimità dell’acqua o su piattaforme galleggianti, ma qui l’acqua diventa davvero il luogo della scrittura scenica. Questo cambia molto le regole del gioco. L’acqua è affascinante, ma anche complessa: è instabile, lenta, ha tempi e dinamiche proprie. Introduce una perdita di controllo, costringe ad ascoltare, ad adattarsi. Mettere insieme fuoco e acqua non è immediato. E’ una sfida. Ed è proprio questa tensione tra elementi opposti che mi interessa esplorare. L’obiettivo di
 Scorre il Tempo è, in fondo, dare voce al tempo. Raccontare questa fabbrica immaginaria in mezzo al lago, e attraverso di essa evocare storie, immagini, passaggi. Lo spettacolo si muoverà tra il molo, la riva, una piattaforma galleggiante, delle barche. Ci saranno anche degli alberi che sembrano nascere dall’acqua, come se emergessero direttamente dal lago. Questi luoghi ospitano figure, personaggi improbabili e oggetti di fuoco, e vengono attivati in momenti diversi dello spettacolo. Non c’è un unico punto di vista, ma una successione di immagini che si accendono e si spostano nello spazio. E’, in un certo senso, una specie di concerto frammentato, in cui le scene si distribuiscono tra la terra, l’acqua e l’aria. Lo sguardo dello spettatore è invitato a muoversi, a seguire ciò che accade, a lasciarsi guidare da queste apparizioni. Mi interessa lavorare su questa idea di dispersione e trasformazione: le immagini non sono mai fisse, ma si accendono, si riflettono, si trasformano e scompaiono. E’ un modo di costruire lo spettacolo che nasce proprio dal rapporto con l’acqua e che rende ogni momento unico, instabile, vivo”.

Compagnia Sprookjes

Una produzione: Sprookjes Enzo,  Compagnie Ombra di Luna, Arona Città Teatro Aps

In scena: Elsa Bossi, Marco Migliavacca, Anders Chiarenza, Milo Chiarenza, Pietro Chiarenza 

Regia, soggetto e scenografia: Pietro Chiarenza
Remattori: Roberto Forni, Roberto Barbieri, Massimo Torre, Victor Ciapparelli

Collaborazione alla drammaturgia: Marcello Chiarenza ed Erwin Jans

Musiche Originali: Michele Moi

Costumi: Margot de Group