I “fan” di San Francesco

A rendere indimenticabile la 16ª edizione del Festival Teatro sull’Acqua è stata sicuramente la partecipazione del professore Alessandro Barbero. Grazie al suo modo unico e inimitabile nel raccontare la Storia, ha attirato più di duemila persone in Rocca… quasi un concerto rock!

Il suo dialogo con Dacia Maraini ha preso le mosse dal suo ultimo libro, San Francesco, dove non si limita a raccontare le vicende e leggende storiche generalmente attribuite alla figura del santo, ma entra nei dettagli più sconosciuti della sua vita, infiltrandosi nei lati più contraddittori della sua predicazione. In oltre un’ora di conversazione Barbero ha toccato l’evoluzione di Francesco da un’adolescenza benestante e agiata a una condizione ricercata di estrema povertà e mendicanza. Quella di Francesco è una vera e propria ribellione, una presa d’azione cosciente. In un’epoca in cui la stessa società era basata sulla preghiera, Francesco non si limita a sussurrare il nome di Dio passivamente, sceglie di seguirlo nelle sue prediche più profonde e nel suo esempio originario; sceglie di imitarne radicalmente il modello. In un’incessante tendenza di ostentazione e ricchezze da parte della Chiesa, Francesco incarna l’immagine del Cristo misero, nullatenente, umile. Abbandona senza ritorno il suo agio e i suoi averi, rinnegando ogni genere di possedimento o proprietà. Inizia una lunga tradizione fatta di semplicità ma anche di risolutezza, invitando a seguire la sua missione, trovando i suoi discepoli, come Cristo. La dottrina e la storia di  Francesco hanno lasciato un segno indelebile nella tradizione religiosa, storica e persino letteraria, con la prima lauda scritta in volgare, o meglio dettata come ci svela il professor Barbero, dallo stesso Francesco. In onore dell’ottavo centenario dalla sua morte, Alessandro Barbero ci ha ricordato come la figura di san Francesco d’Assisi sia sopravvissuta per oltre mille anni, con il suo messaggio di mediazione e altruismo e come scintilla di dibattiti più accesi; rimanendo tutt’oggi fonte d’ispirazione.

Olivia Cappelletti